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Scritto da fragy
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Venerdì 19 Febbraio 2010 09:09 |
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A volte mi chiedo perchè alcuni attori non rimangono nell'ambiente che più gli è connaturale. Tra le nuvole è un altro film che se non lo si vede non si perde nulla. Storia banale che si svolge principalmente tra aeroporti, voli , bagagli minimalisti, una marea di tessere e alberghi. Il protagonista, George Clooney, è un addetto ai licenziamenti. E' il dipendente di una società che fornisce i suoi consulenti per licenziare persone. Viaggia costantemente da uno stato all'altro e il suo obiettivo principale, oltre a licenziare le persone, è quello di raggiungere un numero eccezzionale di km/volo per poter entrare in un super club, risultato che alla fine raggiunge. Come risultato di legarsii a questo tipo di lavoro è noni avere una vita privata, un luogo suo dove vivere e delle significtaive relazioni sociali al di fuori di banali e fugaci contatti. Il raggiungimento del suo obiettivo viene messa a rischio da due eventi, il primo nella sua società entra una nuova collega che propone un nuovo sistema di lavoro ed il secondo è la relazione con una donna, sua simile, incontrata in uno scalo. Il nuovo sistema di lavoro proposto abbatterebbe tutti i costi di trasferta eliminando le trasferte ed usando dei sistemi di videochat per comunicare la trista novella al lavoratore i futura mobilità. La fautrice del contatto via web perora la sua causa ma viene sconfitta dal suicidio annunciato di una licenziata. Clpita dal gesto si licenzia ed il suo sitema viene accantonato per ripristinare la condizione iniziale. Anche la relazione sentimentale manifesta come un fisco perché la donna in realtà cercqav un amante e non una persona con cui avere una relazione seria visto che, come scopre amaramente Clooney, ha già una famiglia. A questo punto benchè la sua vita sia vuota e banale il protagonista, dopo aver offerto tutti i suoi chilometri conquistati per il viaggio di nozze della sorella, riprende il solito lavoro di licenziatore viaggiante, non perde però l'occasione per raccomandare la sua ex collega ad una ditta per farla assumere.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Febbraio 2010 21:23 |
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Scritto da Administrator
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Mercoledì 27 Gennaio 2010 12:54 |
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Avatar, l'ultima fatica di James Cameron. Film di fantascienza ambientato in un futuro poco o parecchio, a seconda dei punti di vista, lontano, mostra il livello attuale della grafica digitale e dei prodotti che si riescono ottenere avendo i soldi per farlo (non cercate niente di più, non c'è) . Come ormai la maggior parte delle produzioni attuali, la trama è banale e stucchevole, gli errori insistono nella pellicola, i luoghi comuni impazzano ma lo spettatore tutto coinvolto in delle situazioni scadenti si lascia condizionare da un rilevante battage pubblicitario. I pochi che cantano fuori dal coro vengono immediatamente stroncati. La storia e molto semplice, la solita società cattiva mira il mero guadagno alle spalle dei soliti indigeni innocenti. Il protagonista, recuperto da "Nato il 4 luglio" e penalizzato dalla mancanza di denaro viene redento da una nativa ... il resto fine compresa sotto lo spoiler. Ho citato "nato il 4 luglio" non a caso, in tutto il film ho visto idee prese da scenografie precedenti: l'astronave all'inizio richiama alla grande "2001 odissea nello spazio", i nativi, il loro modo di cavalcare e i versi che emettono quando attaccano fanno parte del più ridicolo west con gli indiani, l'attacco con gli elicotteri richiama il bellissimo "apocalipse now", l'entrata del protagonista grazie alla morte del gemello porta alla mente "gattaca", l'ikram, mostro alato assomiglia stranamente a quelli di "pitch black", il tunnel che avvia la connessione all'avatar richiama quello di "Star Gate", il colonnello si trova in tutti i film con militare alla stessa maniera del capitalista che gioca a golf con la tazzina nel suo ufficio ecc. Per citare invece le incongruenze che potevano essere corrette senza eccessive spese: all'inizio del film si evidenzia la bassa gravità del pianeta, a cui per consegunete legge fisica deve corrispondere anche una bassa pressione e allora come mai quando viene rotto un vetro l'atmosfera aliena irrompe nell abitat umano e non accade il contrario? Non mi venite a dire che gli abitat sono tenuti a pressione più bassa di quella esterna perchè non ha nessun senso, se voglio tenere qualche gas tossico fuori, oltre ad isolarmi aumento, se possbile, rendo l'ambiente in cui vivo leggermente positivo, eventuali perdite saranno dall'interno all'esterno e non viceversa. Ad un certo punto il protagonista respira aria ambiente e sviene ... un indigeno li posiziona la maschera sulla faccia, immediatamente rinviene però boccheggia per la mancanza d'aria, lo si capisce perchè subito dopo apre la valvola e si forma una nebbiolina di condensazione. Se uno di noi è svenuto gli potete mettere sulla faccia ciò che volete ma non rinviene soprattutto se non aprite l'ossigeno
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Febbraio 2010 18:15 |
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Scritto da Administrator
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Domenica 24 Gennaio 2010 23:00 |
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Benché l'abbiano reclamizzato come un nuovo film, nessuna novità sul fronte. Insomma il solito Verdone, piacevole a chi ama il personaggio ma noioso per tutti gli altri ...
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Gennaio 2010 12:12 |
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